Storia

I 5 lavori più strani della storia

“Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo.”
Leo Longanesi

Il primo maggio rappresenta nell’immaginario collettivo una meritata occasione per staccare dai ritmi frenetici e dalle responsabilità che il lavoro di tutti i giorni impone. La ricorrenza è pubblicamente riconosciuta in gran parte del mondo e viene festeggiata in giorni diversi dell’anno a seconda del Paese interessato. Ma la festa del lavoro non nacque come pretesto di riposo, al contrario! Affonda le radici in una storia di lotte sociali e rivendicazioni e fu istituita con l’obiettivo di individuare una giornata durante la quale i lavoratori potessero incontrarsi per discutere, per esercitare i propri diritti e per avanzare richieste volte a un miglioramento generale delle condizioni d’impiego.

In particolare, la festa dei lavoratori ricorda un preciso evento storico: la rivolta di Haymarket. Durante i primi giorni del maggio 1886 in tutti gli Stati Uniti era in corso uno sciopero generale volto a ridurre la giornata lavorativa a 8 ore.  A Chicago, Illinois, i manifestanti reagirono alla violenta repressione delle autorità e la rivolta si trasformò presto in tragedia, passando alla storia come una strage in cui persero la vita in molti, tra scioperanti e poliziotti. 

Pochi anni più tardi, quell’episodio fu erto a simbolo delle rivendicazioni operaie; oggi, la festa è contrassegno dello status di ogni lavoratore. 

E in questo articolo voglio ricordare cinque tipologie di lavoro davvero bizzarre, cinque figure professionali famose nella storia 😉 E allora..cominciamo!

1. L’eremita da giardino

Nel XVIII secolo tra l’aristocrazia inglese prese piede una pittoresca moda: chi disponeva di denaro a sufficienza, era solito far costruire nel proprio giardino una capanna o una grotta per poi assumere un eremita ornamentale affinché vi abitasse in solitudine e meditazione.

Questa figura professionale era così ricercata da essere addirittura oggetto di annunci pubblicati sui giornali locali. I nobili inglesi erano affascinati dalla spiritualità e dall’introspezione che gli eremiti rappresentavano e questa tendenza fu un modo per omaggiare valori che con l’industrializzazione andavano deteriorandosi. Secondo le fonti storiche, le regole accettate dagli eremiti erano molto severe. Per calarsi nel personaggio, non potevano vestire altro se non umili indumenti legati in vita da una corda; inoltre, non potevano lavarsi, né tagliare capelli, barba e unghie. Venivano messi a loro disposizione altri “oggetti di scena” tra cui un paio di occhiali da vista, una clessidra, una stuoia, una Bibbia o libri della letteratura classica e, talvolta, un teschio da esibire come simbolo di mortalità. Alcuni datori di lavoro potevano richiedere che gli eremiti non rivolgessero la parola a nessuno e si mostrassero ai padroni di casa e agli ospiti in determinate ore del giorno. C’erano poi gli eremiti da giardino viventi: a questi era richiesto di intrattenere i visitatori recitando poesie, versando vino e chiacchierando d’argomenti filosofici.

Chi non era abbastanza ricco da poter assumere un’eremita, costruiva l’eremo e lo ornava con statue che ricordassero questa figura. Perciò, si pensa che gli eremiti ornamentali siano gli “anticipatori” degli gnomi da giardino 😉

2. Il clown da funerale

Il pagliaccio da sepoltura era comune ai tempi dell’antica Roma. Il suo compito era quello di intrattenere i parenti e gli amici del defunto durante le cerimonie funebri. Con danze e scherzi, questa figura mascherata spezzava la tensione di quei momenti.

3. Il knocker- up: la sveglia umana

Poco dopo la rivoluzione industriale inglese, nel Regno Unito e in Irlanda nacque la professione del knocker-up. Questa sveglia umana veniva ingaggiata soprattutto dalla classe operaia: al tempo, la puntualità era fondamentale per tener stretto il lavoro in fabbrica.Infatti, i ritmi di lavoro erano serrati e i turni potevano avere inizio alle tre del mattino. Un ritardo comportava una multa salata o addirittura il licenziamento, vista anche la crescente offerta di proletariato in un contesto d’industrializzazione montante. Il knocker-up era pagato pochi penny la settimana per bussare alle finestre dei lavoratori. Per raggiungere le vetrate, adoperava un lungo bastone di bambù con un’estremità in acciaio, all’occorrenza usato anche per smorzare la luce dei lampioni a gas. Dal momento che questa professione era svolta soprattutto da donne e uomini anziani che arrivavano ad avere un alto numero di clienti a notte, una speciale cerbottana alimentata a sassi e legumi fu ideata per agevolare la mansione.

4. Il Whipping boy

Le piccole altezze reali non potevano subire punizioni corporali, pur giudicate idonee e necessarie dagli educatori al servizio della corte inglese tra il XVI e il XVII secolo. Il “ragazzo da sferza”, spesso orfano o trovatello, era un vero e proprio strumento a disposizione dei precettori. Compagno di giochi – e spesso di studi – del regale principe, riceveva al posto del coetaneo sferzate, bacchettate sulle dita e percosse. Il metodo funzionava sulla base del legame emotivo che inevitabilmente veniva a crearsi tra i due. Vi erano infatti meno possibilità che il principino disobbedisse agli ordini e venisse meno ai suoi compiti e doveri, se pensiamo al dispiacere che egli avrebbe provato nel vedersi responsabile delle pene inflitte all’amichetto.

5. Groom of the stool

Tra quelle che vi ho proposto, questa è senz’altro la professione meglio retribuita. Il Groom of the Stool era l’assistente privato del re. Inizialmente, questa mansione veniva ricoperta da uomini di rango umile che presenziavano alle espletazioni corporee del re: muniti di cotone, acqua calda e salviette, detergevano il fondoschiena reale con cura e portavano ai medici di corte i risultati della seduta. La dieta del monarca poteva essere così attentamente monitorata, e non solo! La giornata fitta d’impegni del re poteva addirittura essere programmata tenendo conto degli orari di toilette…! Con Enrico VIII il Groom of the Stool divenne una figura molto importante e ben remunerata: solo chi aveva nobile sangue o era ben visto a corte poteva ricoprire questa carica che richiedeva riservatezza e fedeltà. L’assistente intimo del re, infatti, aveva il privilegio di vederlo più volte al giorno e di lavorare a stretto contatto con lui. Per questo, il Groom of the Stool ottenne così tanto prestigio da annoverare tra i suoi compiti anche  quello di amministrare il tesoro reale 😉

E vi lascio con una clip a tema che mi diverte sempre un sacco e che non ha bisogno di descrizioni 😉 Quanti lavoratori al mattino, alle prese con la sveglia, adottano il metodo Fantozzi? Io sicuramente…!

Chiara Maraviglia


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