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La fanciulla delle fate

Cambiamento. Una parola che a volte spaventa, altre volte incuriosisce ed altre ancora richiama il profumo di libertà.

La storia che racconta Luciano Ricci ne La fanciulla delle fate è quella di una scelta coraggiosa, di un cambiamento necessario.

Una vita sicura o un atto di coraggio?

La protagonista del racconto è Anna, un’ex pallavolista caparbia e combattiva. La bellissima donna è però ingabbiata in un matrimonio sterile e ormai privo di stimoli. Non ha il coraggio di lasciare Roberto e così cerca di reprimere la sua infelicità impiegando tutte le sue energie nel lavoro e nel ruolo di allenatrice di una squadra femminile di pallavolo.

Dall’altra parte c’è Teresa, chef affermata e appassionata del suo lavoro. Teresa è un’anima libera e allegra, ma è attraversata da un sottile filo di malinconia. Un senso di non appartenenza la spinge sempre alla riflessione e alla costante ricerca di un qualcosa che possa ancora rendere la sua vita emozionante.

Il racconto, ambientato nella provincia di Genova, si snoda inizialmente tra le vicende personali di Anna e Teresa, fino a quando per puro caso, o forse grazie al destino, le due si incontrano.

Da quel momento tra le protagoniste nasce una profonda amicizia. Ma ben presto questo rapporto le porta a prendere consapevolezza di una parte di loro che hanno sempre tenuto celata per accontentare gli altri e vivere una vita che, agli occhi della società, appare normale e adeguata.

Anna e Teresa stringono un legame intenso, passionale e soprattutto vero. Si ritrovano però a dover fare una scelta, dopo un evento che stravolgerà per sempre le loro vite.

L’autore porta così a riflettere su un importante interrogativo: è meglio tenersi stretta la propria vita monotona ma sicura, o uscire dalla zona comfort per fare un salto nel vuoto che potrebbe però rappresentare l’opportunità di una vita felice?

La libertà di amare

Luciano Ricci in questo romanzo affronta brillantemente i temi dell’omosessualità e del pregiudizio insito nella mente di chi è abituato a vivere secondo determinati schemi mentali.

Il pregio de La fanciulla delle fate è quello di raccontare con assoluta naturalezza la delicata vicenda che vede l’amore tra due donne, senza mai cadere nel corso della narrazione in facili qualunquismi e stereotipi.

Ricci rompe le convenzioni e tratta con rispetto anche il punto di vista di chi non vede di buon occhio il concetto di libertà di amare. Un pregiudizio che vincerà, e quindi rinchiuderà un sentimento entro i più rassicuranti confini di ciò che si ritiene normalità, o che sarà sconfitto di fronte a un grande amore?

Un romanzo denso di messaggi

La fanciulla delle fate è il primo romanzo di Luciano Ricci. Un lavoro sicuramente riuscito: lo scrittore infatti entra nel mondo letterario in maniera vincente e con grande rispetto della materia.

Il romanzo è breve ma ricco di messaggi che scuotano il lettore invitandolo a riflettere e a interrogarsi.

La padronanza dello stile, chiaro e conciso, e della lingua fanno intuire una grande capacità di scrittura e di narrazione che vale la pena scoprire ancora nei prossimi lavori di questo promettente scrittore.

Una breve nota sull’autore

Luciano Ricci, classe 1959, è un ingegnere genovese che ha lavorato per trent’anni nell’industria. Ha inoltre apportato il suo contributo in attività sociali, con “Save the Children”, e sportive, con i “Liberi sestresi”.

Il 1 maggio 2018 ha ricevuto la “Stella al merito” concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il 14 agosto 2018 ha vissuto la tragica esperienza del crollo del ponte Morandi a Genova. Un dramma che però ha risvegliato in lui una grande forza, per inseguire il sogno di scrivere un romanzo.


Riferimenti bibliografici: Luciano Ricci, La fanciulla delle fate, Edizioni Leucotea, 2019, pp. 140.


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