Storia

Lo “Ius primae noctis” è realmente esistito?

Secondo una credenza alimentata nel corso dei secoli, nel Medioevo sarebbe esistito lo Ius primae noctis, il diritto, cioè, da parte dei signori del feudo, o baroni della contea, di giacere con le novelle spose la prima notte di nozze, sostituendosi di fatto al legittimo marito.

Chi ha visto Braveheart sicuramente ricorderà che il protagonista, William Wallace, decide di sposare in segreto la sua amata Murron, proprio per evitare che il nobile del loro villaggio la reclami.

Lo ius primae noctis quindi sarebbe stata una pratica terribile, perpetrata da chi si sentiva in diritto di affermare il proprio dominio, in tutto e per tutto, sulla vita dei servitori.

Ma questo diritto è davvero esistito?

Un’invenzione del Medioevo

Per fortuna no, non è mai esistito. Nonostante la sua tradizione sia stata tramandata nel corso della storia, non esistono fonti attendibili che ne stabiliscano la veridicità.

Il Professor Alessandro Barbero, noto storico, infatti spiega:

“Lo ius primae noctis è una straordinaria fantasia che il Medioevo ha creato, che è nata alla fine del Medioevo e a cui hanno creduto così tanto che c’era quasi il rischio che qualcuno volesse metterlo in pratica davvero, anche se non risulta che sia mai successo. In realtà è una fantasia: non è mai esistito”.

Ma allora da dove trae origine questa falsa credenza?

Scoprirlo non è un compito semplice, anche perché una vasta produzione cinematografica e letteraria ha contribuito ad alimentarla.

Ciò che è certo però è che lo ius primae noctis non ha attestazioni.

Siamo a conoscenza di moltissimi documenti nei quali vengono menzionate le leggi che regolamentavano la società medioevale, sappiamo i nomi delle tasse che i contadini erano costretti a pagare, le rivolte di questi ultimi nei confronti dei loro signori. Ma dello ius primae noctis non abbiamo nessuna traccia.

I “brutti vecchi tempi” del Medioevo

Diversi testi medioevali, tuttavia, ci vengono in aiuto per comprendere la motivazione per la quale ebbe inizio la leggenda.

Spesso infatti avvocati ed edotti parlavano all’interno dei propri scritti di “brutti vecchi tempi“, per giustificare la fondazione di città da parte dei contadini che scappavano dai propri signori. Molti storici del tempo poi scrivevano le storie delle proprie città, andando a ricercare, tra le motivazioni delle loro fondazioni, le cause che avevano spinto i contadini in rivolta a scappare dal loro signore e dalle sue crudeltà.

Tra i tanti soprusi esercitati da quest’ultimo, infatti, gli scrittori individuano anche lo ius primae noctis, la più barbara e crudele delle pratiche, consentita addirittura dalla legge stessa. Non si sarebbe più potuto, quindi, accettare una simile angheria.

Una straordinaria favola inventata

Lo ius primae noctis è diventata allora una leggenda inserita nel contesto di molte altre cause per spiegare l’impossibilità di continuare a vivere servendo il signore del proprio villaggio.

Questo falso mito in definitiva, insieme a molti altri, sarebbe quindi iniziato a circolare con più vigore all’inizio del Rinascimento, per creare quella incredibile cattiva fama che si attribuisce al Medioevo, in opposizione ai secoli splendenti che vennero.


Se volete approfondire questo argomento, vi consiglio la visione dell’intervento del già citato, e straordinario, Professor Alessandro Barbero, tenutosi nel 2013 al Festival della mente di Sarzana.


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