Letteratura

5 curiosità sugli scrittori famosi

Luigi Pirandello era così narcisista da baciare la propria immagine riflessa allo specchio. Franz Kafka soffriva di schizofrenia e di disturbi ossessivo-compulsivi. James Joyce odiava a morte cani e gatti e aveva una strana consuetudine quando scriveva.

Siamo abituati a considerare i grandi autori di romanzi e poesie, studiati fin dalla più tenera età, come dei mostri sacri, individui di cui spesso si ignorano curiosità, abitudini e stranezze, che li caratterizzano, di fatto per quelli che sono o sono stati: esseri umani, proprio come noi.

Siete pronti quindi a scoprire 5 curiosità sugli scrittori più famosi?

Dan Brown cantante pop

Prima di diventare lo scrittore famoso che tutti conosciamo, l’autore de Il codice da Vinci, provò a intraprendere la carriera da cantante. Brown scrisse infatti molte canzoni, arrivando persino a trasferirsi ad Hollywood per inseguire il suo sogno.

Purtroppo però, i suoi cd, alcuni contenenti musica per ragazzi, altri composizioni più mature, non incontrarono l’apprezzamento del pubblico.

Questa esperienza però per lo scrittore non fu affatto vana: proprio in quella fase della sua vita, incontrò Blythe Newlon, la sua futura moglie. La donna infatti, dotata di una spiccata attitudine commerciale, avrebbe poi contribuito alla promozione della carriera letteraria del marito.

Il primo libro di Dan Brown fu scritto proprio a quattro mani con Blythe: si tratta di 187 Men to avoid. A survival guide for the romantically frustrated woman, del 1995.

Donato Carrisi e lo spirito guida di Agata Christie

Scrittore, sceneggiatore e criminologo, Donato Carrisi dal 2009 sta appassionando con i suoi thriller milioni di lettori. Nei suoi romanzi emerge la chiara volontà di dipingere il “mostro” non come un essere umano diverso dagli altri. I serial killer, le persone che compiono gesti così tanto efferati, dice Carrisi (stupendosi lui stesso), sono persone a noi vicine che magari frequentiamo quotidianamente.

Lo sapevate che, in un’intervista a Sky Cinema, lo scrittore ha confessato che a 16 anni avrebbe parlato con Agata Christie durante una seduta spiritica? Carrisi è convinto che da quel momento lo spirito della donna non lo abbia mai abbandonato, ispirandolo durante la scrittura dei suoi lavori di grande successo.

Luigi Pirandello: tra narcisismo e ironia

Così è (se vi pare)… e pare proprio che il grande scrittore siciliano fosse così narcisista da baciare la propria immagine riflessa allo specchio.

In una lettera alla moglie, Maria Antonietta Portulano, scrisse: “È un vizio a cui vorrei rinunciare per non appannare gli specchi”.

Altra curiosità su una delle opere più famose di Pirandello: Sei personaggi in cerca di autore. Inizialmente non piacque a nessuno, anzi durante le sue prime messe in scena, molti presero in giro lo scrittore, dandogli del buffone. La sagace ironia dell’autore però, accompagnata dalla sua autostima, non lo fecero arrendere. A seguito di alcune repliche dello spettacolo a cui non partecipò quasi nessuno, Pirandello decise di cambiare momentaneamente il titolo dell’opera in Sei personaggi in cerca di pubblico.

Pirandello, intramontabile maestro di umorismo e ironia.

Franz Kafka e i disturbi ossessivo-compulsivi

Autore di romanzi e racconti noti in tutto il mondo, come La metamorfosi, Il processo, Il castello, Kafka è stato uno dei massimi esponenti del romanzo esistenzialista e del realismo magico europeo, racchiudendo nelle proprie opere gli incubi e i dolori di una vita drammatica.

Lo scrittore temeva che la gente lo trovasse fisicamente e mentalmente ripugnante. Divenne maniaco delle diete, tra cui la Fletcherizing, in base alla quale prima di ingoiare un boccone bisogna masticarlo 45 volte.

Molti studiosi, analizzando gli scritti dell’autore e le testimonianze di chi lo conosceva, hanno ipotizzato che lo scrittore boemo soffrisse di alcuni importanti patologie, tra cui ipocondria, disturbi ossessivo-compulsivi, schizofrenia e anoressia nervosa atipica.

James Joyce e il suo camice bianco

Anticonformista, critico verso la società irlandese e la Chiesa, cosmopolita, James Joyce è stato uno dei più importanti scrittori della letteratura modernista. Rivoluzionò il concetto stesso di romanzo, con la sua opera di successo internazionale, Ulisse, e utilizzando l’espediente letterario dell’epifania, l’improvvisa intuizione che, attraverso il flusso di coscienza, permette di “rivelare” il vero significato delle cose.

Ma come scriveva i suoi grandi capolavori?

Joyce era abituato a mettersi a pancia in giù, con una matita, vestito solo di un camice bianco. Queste abitudini parrebbero legate a un problema di vista di cui lo scrittore soffriva: i grandi pastelli dalla punta spessa lo aiutavano a vedere ciò che scriveva, mentre il camice bianco rifletteva la luce sulle pagine quando arrivava il buio della notte.


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