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Torino, scena del crimine

Torino rappresenta, fin dagli albori del cinema, un polo di attrazione eccezionale per i registi italiani e non. Con i suoi monumenti, le sue piazze e i suoi vicoli diviene lo scenario perfetto per pellicole ad alta tensione.

Nel saggio Torino scena del crimine edito da Yume Edizioni, Andrea Valentini accompagna il lettore per le strade della città alla scoperta di tutti i film horror, thriller, gialli, polizieschi e noir che l’hanno prediletta come set.

Una parabola cronologica

Scelto come comune denominatore il genere da brivido in tutte le sue sfaccettature, l’autore descrive, uno a uno, i film dal 1946 ai giorni nostri anche con un ricco corredo di immagini.

Raccontata la trama, ma senza svelare troppo così da lasciare un po’ di suspense per un’eventuale successiva visione, vengono messe in evidenza le potenzialità o meno della sceneggiatura. E quando quest’ultima viene giudicata carente, ci pensa la location a ridarle prestigio.

Ci sono pellicole nelle quali Torino predomina esplicitamente: colto il suo valore, il regista decide di palesarla in alcune sequenze. Viene subito in mente Dario Argento, basti pensare al celebre Profondo Rosso (1975) che ne rappresenta un inno, nonostante il fatto che molte scene siano state girate anche a Roma e a Perugia. Dopo aver girato l’horror Nonhosonno (2001), questa volta interamente ambientato nel capoluogo piemontese, il maestro affermò:

Il film è realmente un tributo a Torino, che io considero la mia città, anche se non ci sono nato. Sono molto riconoscente alla città che mi ha regalato le atmosfere dei primi film e ha lasciato un segno anche in quelli successivi, e sono sempre affascinato dalle sue meravigliose strade e architetture.”

In altre pellicole invece la torinesità è celata, ma può essere colta da un occhio acuto, non solo scovando dei punti di riferimento, ma anche sentendo quella sua caratteristica aurea.

Torino

La protagonista indiscussa del saggio è quindi senza alcun dubbio Torino. Il percorso cronologico porta a ricordare o a scoprire per la prima volta la sua fisionomia passata, ponendo quindi dei confronti con quella moderna. Viene percepita come una città accogliente, che consente di esprimere la propria vena artistica. Un esempio emblematico è rappresentato da Un colpo all’italiana (1969, Peter Collinson) nel quale compare un lunghissimo inseguimento automobilistico per i centri più suggestivi della città, grazie a stuntman eccezionali: è definito, infatti, come “il più spettacolare e celebre dei film d’azione girati a Torino”.

Bellissima e iconica, la città è scelta anche solo come rapida cartolina in sequenze di pochi secondi: in un film internazionale per eccellenza, The Bourne Ultimatum. Il ritorno dello sciacallo, appare una breve ripresa di Piazza Vittorio vista dalla Gran Madre.

Valentini stupisce il lettore, non solo raccontando, a volte con piacevoli punte ironiche, il connubio tra location e sceneggiatura, ma anche svelando curiosità insolite e inimmaginabili. Spesso, lascia la parola agli attori, i quali descrivono emozioni provate durante le riprese, e ai registi, che evocano desideri esauditi da una città mozzafiato, una perfetta scena del crimine.

Emergono dunque “le potenzialità cinematografiche di questa città che fu un tempo capitale del cinema: forse il meglio, per il cinema torinese (soprattutto, ma non soltanto noir) può e deve ancora venire”.

Riferimento bibliografico: Andrea Valentini, Torino, scena del crimine, Torino, Edizioni Yume, 2019. Prezzo: 15€.


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