Storia

Come sono nati i cognomi italiani?

Perché tutti noi abbiamo un cognome? Quando è nata la necessità di attribuire a un individuo, oltre un nome, anche un cognome? E che cosa significa poi “cognome“?

In questo articolo ripercorreremo il percorso che, partendo dall’antica Roma, ha visto la nascita e l’affermazione dei cognomi quale sistema per distinguere tra di loro le persone.

Vi piacerebbe poi sapere quali sono i cognomi più diffusi in Italia? 😉 Allora continuate con la lettura. 🙂

Il sistema antroponimico

Esiste una disciplina che studia i nomi propri e i nomi di famiglia evidenziandone in particolare i rapporti culturali, politici e istituzionali a essi legati: si tratta dell’Antroponomastica.

Il sistema antroponimico contemporaneo è caratterizzato da due componenti che, come sappiamo, identificano l’individuo: il nome e il cognome. De Felice (1978) ha raccolto nel “Dizionario dei nomi italiani” circa 10.000 forme nominali e, nel “Dizionario dei cognomi italiani”, circa 14.000.

Interessante no? Ma ora bando alle nozioni e vediamo a quando fare risalire l’origine dei cognomi. 🙂

Il cognome nell’Antica Roma

Immaginiamo di essere nella Roma repubblicana e di consultare i registri del tempo. Potremmo imbatterci in nomi come Decimus Iulius Iuvenalis. Qual è il nome, quale il cognome e soprattutto perché esiste un terzo appellativo?

Nell’Antica Roma i cittadini possedevano il sistema trianomina che era composto da

  • il prenomen: il nome personale, come Decimus;
  • il nomen: il nome della gens di appartenenza, cioè della famiglia, come Iulius;
  • il cognomen: il soprannome individuale, l’unico ad avere realmente un carattere distintivo tra i tre, nel nostro caso Iuvenalis (giovane).

In particolare il cognomen, poiché si trasmetteva di padre in figlio, a partire dall’epoca repubblicana divenne un’indicazione del ramo famigliare interno alla gens di appartenenza. Il cittadino Decimus Iulius Iuvenalis quindi apparteneva al ramo della famiglia Iulia che portava come cognome Iuvenalis.

Cosa è successo però successivamente?

In età imperiale questo sistema entra in crisi. Le ipotesi del decadimento del sistema trianomina sono svariate: alcuni ritengono che i registri siano andati perduti e con essi anche questa peculiarità romana; altri invece attribuiscono la causa alla religione cristiana che considerava questo sistema un retaggio di paganità.

Il crollo dell’Impero romano: che fine fa il cognome?

Cade l’Impero romano d’Occidente, arrivano i barbari ed ecco che del cognome non c’è più traccia.

Facciamo finita, di nuovo, di andare indietro nel tempo, circa nel VI secolo d.C. e di avere accesso ai documenti dei cittadini dell’epoca. Non ci sono più né tre nomi, né due. Ne rimane uno solo, come ad esempio Alboino, Liutprando, Astolfo.

Come mai?

Flavio Ildebrando, re dei Longobardi incoronato nel 737 d.C.

Con l’arrivo dei Goti, dei Longobardi e dei Franchi, si afferma il nome unico, sentito come un fattore di innalzamento sociale e di prestigio. Vi chiederete: “Ma dopo un po’ non c’era il rischio di non riuscire a distinguere una persona da un’altra?”

A differenza dei prenomina romani che erano limitati (circa una trentina), i temi antroponimici longobardi (300-500) erano in grado di generare un numero molto elevato di composti, il che determinò un notevole ampliamento del repertorio di nomi da cui attingere.

Qualche esempio: alcuni nomi erano composti da temi come

  • *BERTHA-: Alapertus, Alberthus;
  • *BARDA-: Leupardus, Lopardus;
  • oppure, nella parte finale del periodo longobardo, troviamo nomi che si basano su un tema latino come MAURUS (moro) da cui derivano Mauripertus, Mauripurgus.

Il Medioevo e il ritorno del cognome

Arriviamo circa all’anno Mille. Con il nuovo millennio nell’Occidente il sistema economico diventa molto dinamico. Si moltiplicano perciò gli atti notarili pubblici e privati e i membri delle classi sociali più elevate vogliono vedersi riconosciuta la loro provenienza. Soprattutto, essendo aumentata di molto la popolazione, i nomi germanici iniziano a finire.

Ed ecco perché nasce l’esigenza di distinguere gli abitanti attraverso un sistema fisso in grado anche di rendere più efficienti gli atti pubblici. Si afferma così, quindi, definitivamente l’uso del cognome (il cui significato letterale è da ricondurre al latino cum nomen), anche grazie alla decisione stabilita durante il Concilio di Trento nel 1564 in base alla quale i parroci avrebbero dovuto conservare un registro con il nome e cognome di tutti i bambini battezzati.

Ma a questo punto è lecito chiedersi: da dove derivano i cognomi? Come si sono formati?

Come si sono formati i cognomi

Inizialmente, i cognomi sono nati come formule che potevano fare riferimento a:

  • luoghi di provenienza o residenza dell’individuo: come “Veneziani”, “Marchigiani” o “Trevisan” (letteralmente “Trevisano”, nel dialetto veneto);
  • famiglia di origine: come “Bosio”, “Bozzi” che erano nomi germanici diventati poi nomi di famiglia;
  • caratteristiche fisiche e psicologiche: come “Mancini”, per chi scriveva con la mano sinistra, o “Rossi” per chi aveva i capelli di questo colore;
  • appellativi di mestiere o funzioni: da “notaio” per esempio deriva il cognome “Notaricola”; da “mastro”, “Mastrocola” o “Mastrodomenico”; da “prete”, “Prestifilippo”, “Prestigiacomo”; da “sarto”, Sartori.

Le varianti dei cognomi naturalmente dipendono dal dialetto specifico delle regioni: così da “mancino” troviamo, nell’area sardo-siciliana, il cognome “Manca”, “Mancuso” in Sicilia e in generale nel Sud Italia, “Zanco” o “Zancaner” nell’area veneta e “Goso” o “Gosso” nel nord-ovest.

Quali sono i cognomi più diffusi in Italia?

Come promesso, per concludere questo articolo alla riscoperta dell’origine del cognome, ecco per voi la lista dei 10 cognomi più diffusi in Italia!

  1. Rossi: 45.677 famiglie;
  2. Russo: 31.372 famiglie;
  3. Ferrari: 26.204 famiglie;
  4. Esposito: 23.230 famiglie;
  5. Bianchi: 18.794 famiglie;
  6. Romano: 17.947 famiglie;
  7. Colombo: 17.670 famiglie;
  8. Ricci: 15.045 famiglie;
  9. Marino: 13.417 famiglie;
  10. Greco: 13.416 famiglie;

E voi sapete da dove deriva il vostro cognome?

Se vi è piaciuto questo articolo e siete interessati all’antroponomastica, vi consiglio il seguente testo:

Raimondi G., Revelli L., Papa E., L’antroponomastica. Elementi di metodo, Libreria Stampatori, Torino, 2005.


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